Non solo storytelling

Nel campo della comunicazione, sembra che ultimamente sia stato inventato un nuovo ed efficacissimo modo per fare advertising. Un modo rivoluzionario, che funziona sempre ed è adatto a tutte le situazioni; sto parlando dello storytelling.

Lo storytelling è una forma di comunicazione non certo risalente a oggi, ma utilizzata probabilmente da sempre, incentrata sul trasformare il tuo messaggio (filosofico, educativo, morale, etico, pubblicitario, promozionale o di altro tipo) in una storia emozionante e coinvolgente, densa di sensazioni che l’utente riconosce come proprie, con il risultato di “avvicinarlo emotivamente” all’oggetto del messaggio e a renderlo disponibile a farlo proprio.

Una campagna basata sullo storytelling (e ottimamente riuscita) è quella di Trivago. Una serie di ministorie complete che divertono, coinvolgono, emozionano.

Chi non ha sorriso di fronte alla soluzione del misterioso “fantasma nella camera 348“?

Chi non è rimasto colpito dalla sfortunata amnesia del ragazzino invecchiato sognando un tesoro dimenticato?

Chi non ha sospirato per la prematura fine di una grande storia d’amore a causa di un’interpretazione errata?

Non tutte le campagne hanno però lo stesso valore di quella di Trivago.

L’efficacia e la fascinazione della tecnica di comunicazione che chiamiamo Storytelling, la rendono particolarmente attraente per gli operatori del settore, me compreso, tanto da spingerli a sottovalutarne le difficoltà di realizzazione ancorché la non applicabilità universale.

Umanizza il tuo messaggio

Ci sono altre tecniche di comunicazione che possono essere utilizzate con altrettanta efficacia, soprattutto in un’era di condivisione constante e continua delle informazioni e dei contenuti.

Una di queste, molto vicina allo storytelling, tanto da poter esserne considerata una derivazione, è quella che io chiamo “umanizzazione” del messaggio.
L’umanizzazione rende la comunicazione (che sia di prodotto, di servizio o di diffusione del brand) riconoscibile agli utenti, la avvicina a loro, permette di entrare in empatia con essa.

In pratica, il messaggio diventa un’altra delle figure virtuali con cui entriamo in contatto ogni giorno attraverso la Rete e i Social e con le quali stringiamo relazioni di vario tipo.

Un esempio formidabile di umanizzazione è la campagna di Conto Arancio. Un conto amico, che conversa con te attraverso tablet o smartphone o pc.

Talmente amico che:

Come puoi vedere dai video che ho linkato, il prodotto parla direttamente con l’utente attraverso il dispositivo usato.

L’utente è a disagio per un qualche motivo (un ragazzo che deve corteggiare una bella donna e non sa come approcciarsi; una donna avanzato stato di gravidanza con un marito ansioso e impacciato) e ha anche bisogno di servizi finanziari (pagare la bolletta, accendere un mutuo).
Il conto amico che parla con voce umana, sicuro, spiritoso, sempre a proprio agio in ogni circostanza, dispensa consigli e servizi e, di fronte a un limite oggettivo (pagare il caffè, placare l’ansia del marito), si ritrae con la serenità di aver fatto il possibile e con la certezza che i suoi amici utenti potranno cavarsela senza di lui in quei particolari frangenti.
Un amico vero, insomma, che dice pane a pane e vino al vino a vino, che non si perde in chiacchiere, concreto, realista, utile.

A me, spettatore della campagna pubblicitaria, viene facile scordare:

  • che i soldi che usa questo amico sono in realtà miei;
  • che il servizio dell’amico non è gratis;
  • che una volta attivato il servizio, nessuna voce farà conversazione con me o mi darà consigli sulle donne.

Dimentico tutto questo perché la campagna è efficace, divertente e promette implicitamente quello che altre campagne promettono esplicitamente, ma forse con meno efficacia: la certezza di non essere più soli ad affrontare fasi difficili della vita.

Usa le tecniche di comunicazione adattandole al tuo messaggio

Comunicare al meglio non è usare la tecnica più di moda al momento, non è seguire l’ultima tendenza dettata dal guru di turno, non è appiattirsi su quello che fanno tutti.

Comunicare al meglio significa conoscere le tecniche di comunicazione, scegliere quelle che si ritengono più efficaci per il caso particolare che siamo chiamati a trattare e adattarle a esso.

Soprattutto, alla base di ogni contenuto che pubblichi, ci dev’essere passione, competenza e volontà di risolvere davvero i problemi del tuo pubblico relativi al tuo settore.

Non ci sono ricette miracolose, quindi, solo capacità di analisi, duro lavoro e, come dice Riccardo Scandellari, tanta, tanta, tanta fantasia.

E tu? Con quale tecnica di comunicazione ti senti più a tuo agio? Spiegamelo nei commenti.